Pet-Ct, in Calabria scanner che individua tumori

E’ entrata in funzione la Pet-Ct installata nel reparto Radiology del Marrelli Hospital a Crotone. Si tratta della prima innovativa macchina in Calabria e la terza in Italia, con le sue specifiche caratteristiche tecniche. Una metodica di diagnostica per immagini utilizzata soprattutto in campo oncologico, ma anche in neurologia e cardiologia. L’apparecchio consente di avere una rappresentazioni dei tumori e per ricercare eventuali metastasi. Il gruppo Marrelli, in particolare, evidenzia che si tratta di «una macchina Ge Healthcare. Come tutte le macchine radiodiagnostiche del Marrelli Hospital. Ed è l’ultima piattaforma sviluppata nel settore specifico dal nome sistema Discovery IQ. Si tratta non di una semplice Pet, bensì di una Pet-Ct. Una macchina speciale costituita da un tomografo Pet (Tomografia ad Emissione di Positroni) ed un tomografo Tac Spirale (Tomografia assiale computerizzata)».
Pet-Ct

Come funziona la Pet-Ct

La macchina è «equipaggiata con un’innovativa tecnologia 4D». In oncologia con la Pet-Ct è pertanto possibile differenziare le lesioni tumorali da lesioni di altra natura. E ancora analizzare l’evoluzione della malattia anche dopo l’asportazione del tumore primitivo. Ed infine monitorare l’efficacia di una terapia antitumorale. L’esame comporta per il paziente la somministrazione in vena di isotopi emittenti positroni (in seguito chiamati radiofarmaci e/o traccianti) e per il resto si svolge come una Tac. L’esame mediante la Pet-Ct permette di individuare estensione e localizzazione della patologia e contestualmente pianificare anche i trattamenti radioterapici. La Pet-Ct consente di predisporre tempestivamente piani di trattamento ottimizzati per irradiare selettivamente i tessuti tumorali metabolicamente attivi. Risparmiando al massimo i tessuti sani.

Marrelli: «Accreditare servizio Pet-Ct»

Nell’occasione, poi, il gruppo Marrelli coglie l’occasione per lanciare un messaggio ai commissari Scura e Urbani per l’accreditamento del servizio Pet-Ct. «Una terapia più efficace aiuta a migliorare la qualità della vita del paziente. Ma trattandosi di pazienti oncologici questo non può che avvenire per nome e per conto del Sistema sanitario nazionale. Ecco perché questa macchina deve essere subito convenzionata, magari con l’ospedale di Crotone, che ne è privo».

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