Appalti e corruzione, in Calabria arriva MoCoP

Arrivano gli indici di rischiosità degli appalti della Guardia di Finanza. Dal 1° marzo al 10 settembre, in via sperimentale, parte l’applicativo MoCoP (Monitoraggio dei Contratti Pubblici). Un sistema messo a punto dalle Fiamme gialle per sorvegliare i contratti pubblici. Sarà attivo in quattro regioni: Calabria, Puglia, Sicilia e Campania. Il sistema, come ha anticipato il quotidiano “ItaliaOggi“, sarà una piattaforma informatica con l’obiettivo di concentrare e rendere consultabili gli appalti aggiudicati dalle diverse stazioni appaltanti pubbliche. In modo da sviluppare le analisi di rischio e di contesto. Gli 007 della Guardia di Finanza avranno modo di valutare diverse metodologie di indagine. In particolare con l’analisi di rischio potranno visionare gli elenchi delle procedure contrattuali che presentano profili di potenziale anomalia.
MoCoP

MoCoP: i cinque indici di rischio

Nella circolare si elencano appositi indici di rischio raggruppati in cinque classi omogenee. La prima si chiama «i precedenti Guardia di finanza». Valorizza la sussistenza di segnalazioni per frodi e irregolarità in danno del bilancio dell’Unione europea, nazionale e locale, o illiceità di qualunque altra natura. La seconda classe, «il rischio fiscale», che considera la presenza di criticità sotto il profilo del corretto assolvimento degli obblighi fiscali. La terza classe è il «rischio di appalto», che analizza ad esempio il numero di partecipanti alla gara, il ribasso dell’offerta, la presenza di varianti in corso d’opera e così via. Il «rischio societario», invece, è la classe che valuta l’assetto societario e la catena delle partecipazioni. Infine, il «rischio soggetti collegati», che dà conto della ricorrenza di alcuni degli indici di rischio considerati.

MoCoP: una grande banca dati

In questo modo, dalla combinazione ponderata dei parametri l’applicativo ricava quello che la Gdf definisce indice sintetico MoCoP che rappresenta l’indice di rischiosità complessivo dell’appalto. Vi è poi un’altra modalità di analisi che prende in considerazione specifiche casistiche che arrivano dall’esperienza operativa maturata nel settore. E in questo caso a operare sono dei quozienti matematici che offrono una rappresentazione dinamica. Confluiranno in questa nuova piattaforma, tra l’altro, dati dell’anagrafe tributaria, di Infocamere, della Banca dati nazionale dei contratti pubblici.

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