Ferrovie dimenticate in Calabria, idea per turismo slow

Ferrovie dimenticate? Per niente. Treni di una volta, littorine a gasolio che si avventurano nel bel mezzo dell’Italia e fanno rivivere paesi, borghi, valli e montagne. È il viaggio lento che però è il tempo giusto per conoscere. Per tornare a meravigliarsi e a riannodare una cultura e una storia popolare che sui binari può essere riscoperta. Via alla decima edizione della “Giornata delle Ferrovie non Dimenticate”. Un ricco calendario di iniziative in programma fino al 9 aprile. Una sfida lanciata da Co.Mo.Do., la Confederazione della Mobilità Dolce. Con la missione di censire, salvaguardare e valorizzare le linee ferroviarie in esercizio o i treni turistici. Un’idea lungimirante che ha visto poco tempo fa una legge approvata alla Camera per lo sviluppo delle Ferrovie Turistiche. Ora è attesa l’approvazione al Senato.
Ferrovie dimenticate

Ferrovie dimenticate: in Calabria viaggi delle meraviglie

«Nell’anno dedicato dalle Nazioni Unite al Turismo sostenibile e ai Piccoli Borghi è necessario guardare a tutte le forme di mobilità rispettose dell’ambiente, a partire dalle ferrovie». Afferma Massimo Bottini, presidente di Co.Mo.Do. Una spina dorsale in grado di tenere insieme un Paese che, attraversato dalla arterie veloci, rischia di passare inosservato. E invece sulle 18 linee turistiche e sulle tante altre presenti in tutta Italia, si fanno i viaggi delle meraviglie. Viaggi “lenti” lungo le tratte storiche, tra vecchie stazioni abbandonate, organizzati da Legambiente, Italia Nostra e Associazione Ferrovie in Calabria.

Ferrovie dimenticate: treno della Sila e della Magna Grecia

Un esempio lampante è il Treno della Sila. Un viaggio turistico nel Parco Nazionale calabrese fino ad arrivare alla più alta stazione ferroviaria a scartamento ridotto d’Europa ad oltre 1400 metri d’altezza. Un viaggio da Moccone a San Nicola Silvana Mansio passando per Camigliatello Silano a bordo di uno storico treno a vapore degli inizi del secolo scorso. E poi il treno della Magna Grecia alla riscoperta dei siti archeologici da Crotone a Sibari, lungo i binari della storica linea ferroviaria che dal 1875 lambiscono il mar Jonio. «Da rami secchi le ferrovie dismesse, sospese o abbandonate possono trasformarsi in modello di vita e trasporto quotidiano». Ha spiegato Marco Parini, presidente di Italia Nostra. «Ma anche un’opportunità economica di sviluppo occupazionale e di turismo sostenibile».

Potrebbe piacerti anche...

Close
Altro... Catanzaro, Cosenza, Crotone, Cultura, Reggio Calabria, Vibo Valentia
Trupija calabrese
La Trupija calabrese incoronata birra dell’anno

La Trupija calabrese incoronata birra dell'anno. Sei gradi alcolici, tono giallo paglierino, equilibrata con una spinta sul dolce e una...

Chiudi