Chiesa di Piedigrotta, tra leggenda e misticismo

Esistono luoghi sotterranei curiosi e inaspettati che regalano paesaggi variegati e meravigliosi. Prima tra tutti la Chiesa di Piedigrotta in località La Madonnella. Conosciuta anche come Grotta dei Pescatori“. Si trova nel territorio di Pizzo Calabro in provincia di Vibo Valentia. Lì dove le figure religiose ci parlano nella penombra. Siamo nella Costa degli Dei. Le rocce sedimentarie di origine marina accolgono nelle viscere della sua terra, questo luogo di culto unico al mondo. Rifugio dei pescatori prima di salpare per le battute di pesca. Ma anche rifugio delle madri e mogli che in preghiera chiedono il ritorno dei congiunti. Chiunque abbia visitato questo luogo l’ha definito massima espressione dell’arte popolare calabra. L’ambiente della grotta è magico. Le rocce tufacee nascondono una fitta leggenda.
Chiesa di Piedigrotta

La leggenda della Chiesa di Piedigrotta

Verso la fine del 1600, un veliero napoletano si trovò in mezzo ad una violenta tempesta. I marinai fecero voto a Maria SS. di Piedigrotta il cui quadro si trovava sulla barca, di erigere una cappella nel punto dove avrebbero toccato terra in caso di salvezza. La nave naufragò violentemente contro gli scogli e andò in pezzi. Il quadro della Madonna si salvò e venne ritrovato intatto sulla spiaggia. I marinai scavarono nella roccia una buca e vi depositarono il quadro, ripromettendosi di tornare e realizzare una cappella votiva. I pescatori locali, temendo che venisse rubato, prelevarono il quadro e lo portarono in una grotta poco distante edificando un altare. Al seguito di una burrasca il mare invase la grotta e riportò il quadro in prossimità del punto dove era stato posizionato la prima volta.
Chiesa di Piedigrotta

Chiesa di Piedigrotta

I pescatori decisero quindi di scavare meglio la prima grotta e vi realizzarono anche una torre campanaria comprendente la campana della nave naufragata, datata 1632. Tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900, Angelo Barone, ampliò la grotta preesistente realizzando una Chiesa. Durante la dura fase di scavo, ebbe cura di lasciare alcuni blocchi di tufo che successivamente trasformò in statue. I lavori continuarono fino alla sua morte. Il figlio, Alfonzo Barone, volle continuare il lavoro del padre e ampliò ulteriormente la chiesa. Nel 1969, lo scultore Giorgio Barone, nipote dei due artisti citati, restaurò in parte le statue e scolpì due medaglioni. La chiesetta è aperta tutti i giorni e vi si celebra messa il 2 luglio, in occasione della Madonna delle Grazie. Un luogo dalla bellezza incredibile, un vero capolavoro, che accoglie ogni anno centinaia di curiosi visitatori da ogni parte del mondo.

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